• Bonifica radiazioni nucleari a Napoli

    Valutazione del rischio gas randon

  • La NASCAP svolge l’attività di bonifica radiazioni nucleari a Napoli. Per farlo si avvale dell’utilizzo di tecniche sofisticate e di strumentazioni all'avanguardia nonché dell’impiego di manodopera altamente specializzata. L’azienda prende in carico la bonifica dei siti contaminati e radioattivi al fine di renderli di nuovo utilizzabili senza che possa derivarne un pericolo per la salute dei cittadini.

  • Valutazione del rischio gas randon

    Gli interventi vengono eseguiti rispettando le normative in vigore relative alla sicurezza. In particolare, la bonifica radiazioni nucleari a Napoli avviene nel rispetto del D. Lgs. 241/00 emanato in attuazione della direttiva 96/29/Euratom in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori dai rischi provocati dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. La bonifica dei siti inquinanti, invece, avviene nel rispetto del D.M. 471 del 25/10/99 del Ministero dell'Ambiente che definisce i valori limite di concentrazione per il suolo, il sottosuolo e le acque al superamento dei quali il sito è considerato inquinato, individua le procedure per il prelievo e l'analisi dei campioni, fissa i criteri per la redazione del progetto di bonifica e quelli per gli interventi di messa in sicurezza d’emergenza, di bonifica, di ripristino ambientale e di messa in sicurezza permanente. 


    L’azienda si avvale della collaborazione di un esperto qualificato di III livello per la redazione del documento di valutazione del rischio "gas radon” all’interno di ambienti termali o lavorativi interrati e seminterrati. Il documento viene elaborato sulla base di prelievi, misurazioni e certificazioni. Il radon è un gas radioattivo naturale incolore e inodore, derivato dal decadimento radioattivo del radio a sua volta generato dal decadimento dell’uranio, tutti elementi presenti in ogni parte della crosta terrestre. 


    Il radon fuoriesce da questa ma anche dai materiali da costruzione e dell’acqua. All’aperto si disperde mentre negli ambienti chiusi si accumula raggiungendo concentrazioni elevate. L’inalazione continua risulta pericolosa per la salute tanto da provocare l’insorgenza di tumori polmonari. L’obbligo di valutazione dell’esposizione al radon dei lavoratori insorge se l’esposizione al gas si prolunga per almeno 10 ore al mese. Nello specifico, il valore che non va superato è di 500 Bq/m3 così come prescritto dalla normativa vigente contenuta nel D. Lgs. 26/05/2000 n. 241.